La posta in gioco delle elezioni europee

, di Roberto Castaldi

La posta in gioco delle elezioni europee

Il Presidente Napolitano ha tenuto pochi giorni fa a Strasburgo al Parlamento europeo un discorso storico, che chiama in causa le elites politiche ed i cittadini dell’Unione europea. Con grande realismo non ha minimizzato la gravità della crisi, ma ha messo lucidamente in chiaro la posta in gioco delle prossime elezioni europee e dei prossimi anni per l’Europa.

La risposta alla crisi è stata intergovernativa ed è stata insufficiente. Ha prodotto politiche di austerità che stanno alimentando un circolo vizioso controproducente, un aumento del deficit democratico, l’allontanamento dei cittadini dall’Europa. Ma il livello di integrazione e di interdipendenza economica e sociale non permette di tornare indietro. Il populismo euroscettico cavalca le paure e il malcontento ma non propone nulla di concreto per rispondere alla crisi, ignorando gli straordinari costi di un fallimento dell’Euro e dell’UE. Dunque, il metodo intergovernativo ha fallito e rimane vittima degli egoismi e delle meschinità nazionali. Bisogna rilanciare l’unione politica e un metodo sovranazionale di governo dell’Unione, o almeno dell’Eurozona, anche con strumenti di integrazione differenziata.

La crisi ha mostrato le lacune dell’Europa costruita fin qui. Serve dunque un’Europa diversa, più unita, democratica e solidale, dotata di un bilancio adeguato e fondato su risorse proprie per poter rilanciare gli investimenti, l’economia e l’occupazione in modo sostenibile. È l’Europa federale di Altiero Spinelli, l’obiettivo dei padri fondatori fin dalla Dichiarazione Schuman che il 9 maggio 1950 diede avvio al processo di unificazione.

All’inizio si voleva l’unità europea per garantire la pace, la ricostruzione e l’avvio del benessere. Poi per allargare la pace e il benessere a tutto il continente e per garantirsi dal rischio di una Germania unita troppo forte. Oggi serve per salvare la civiltà europea moderna nel quadro del mondo globale: per mantenere il benessere e difender i nostri interessi ed i nostri valori. Per proporre una forma di integrazione pacifica, di messa in comune della sovranità mediante istituzioni sovranazionali che può servire da modello per affrontare i problemi globali.

Le elezioni europee saranno il momento decisivo per creare un dibattito e uno spazio pubblico europeo, una lotta politica europea, e per far coagulare la volontà e la responsabilità politica delle classi dirigenti e dei cittadini europei verso una nuova Europa, finalmente in grado di rispondere alle esigenze più profonde della società europea. Saranno dunque una grande sfida, una grande occasione ed un grande rischio per un’Europa in crisi di identità e bisognosa di rilancio.

1. Articolo orginariamente pubblicato su Il Tirreno

2. Fonte immagine Wikipedia

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