Telefonata tra Zelensky e Xi: come è stata accolta dal panorama internazionale?

, di Rita Campus

Telefonata tra Zelensky e Xi: come è stata accolta dal panorama internazionale?
Ministerie van Buitenlandse Zaken, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/license...> , via Wikimedia Commons

Dopo più di un anno dall’inizio della guerra in Ucraina, il Presidente cinese, Xi Jinping, ha intrattenuto un colloquio telefonico con il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Le due parti hanno avuto uno scambio di circa un’ora sull’andamento del conflitto e hanno ribadito l’importanza delle relazioni bilaterali tra Cina e Ucraina.

Il 26 aprile si è tenuto il primo colloquio telefonico diretto tra il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC), Xi Jinping, dopo più di un anno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina.

Il colloquio telefonico è durato quasi un’ora e ha rinnovato il sostegno del Presidente cinese verso la ricerca di nuovi negoziati di pace. Pechino, infatti, ha proposto una vaga soluzione politica al conflitto che include un appello al dialogo per poter trovare una soluzione pacifica e al rispetto della sovranità territoriale di tutti i paesi. Ma come è stata accolta globalmente questa telefonata?

Unione Europea (UE): Bruxelles ha accolto la telefonata tra i due Presidenti come un importante primo passo intrapreso dalla Cina per esercitare le sue responsabilità come un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I funzionari hanno sottolineato che si tratta di un momento positivo che apre finalmente i canali di comunicazione tra tutti i paesi coinvolti, ma che qualsiasi discorso di pace o negoziato (che la Cina sta incentivando) dovrà essere fatto alle condizioni dell’Ucraina. Eric Mamer, il portavoce della Commissione Europea, a riguardo ha dichiarato che “la leadership cinese deve usare la propria influenza per spingere la Russia a terminare il conflitto, ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina e rispettare la sua sovranità, come base per una pace giusta”. Allo stesso modo, anche il Capo della Politica Estera dell’UE, Josep Borrell, ha accolto con favore il colloquio telefonico e sulla stessa linea il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sottolineato l’importanza di questo primo contatto, ma che non si è ancora arrivati a una vera soluzione al problema che farà raggiungere un cessate il fuoco.

Stati Uniti (US): riguardo la telefonata il portavoce della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha riferito ai giornalisti che gli US credono sia una buona cosa che i due presidenti siano riusciti finalmente a parlarsi (soprattutto dopo le innumerevoli richieste e spinte da parte degli US tanto quanto dell’UE). Come l’UE, Kirby ha sottolineato che qualsiasi discorso o negoziato dovrà rispettare le condizioni ucraine e ha anche aggiunto che non c’è ancora alcuna certezza che questo evento possa portare a una vera e propria azione di pace, ma che Washington è pronto ad accogliere con favore qualsiasi sforzo per arrivare ad una “pace giusta, sostenibile e credibile”.

Russia: la notizia del colloquio telefonico ha suscitato anche il commento di Mosca. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha scritto su Telegram che Kiev “rifiuta ogni sana iniziativa per la soluzione del conflitto” e che “[a Mosca] prendiamo atto della disponibilità cinese a compiere sforzi per i negoziati”. È importante sottolineare che nonostante la telefonata, il Presidente Xi ha cercato in tutti i modi di mantenere una posizione di neutralità e di non corrodere i propri rapporti con la Russia. Lo dimostra comunque il fatto che nei 16 mesi di guerra il Presidente cinese ha intrattenuto conversazioni con il Presidente russo ben cinque volte (di cui due di persona). Inoltre, durante la telefonata, Pechino non ha mai condannato l’azione russa, la Russia non è stata mai direttamente nominata e il conflitto ucraino è sempre stato definito come una “crisi” e non come “aggressione” o “guerra”, esattamente in linea con Mosca. È anche bene ricordare che, nonostante la RPC si voglia comportare come un attore neutrale, la telefonata è avvenuta su richiesta del Presidente Zelensky, segno che Pechino voglia rassicurare il Presidente Putin sulla valenza del gesto che altrimenti sarebbe potuto sembrare un tradimento.

Ucraina: il commento del Presidente ucraino è stato positivo. Con un tweet, in inglese e in cinese, Zelensky ha dichiarato: “Ho avuto una lunga e significativa chiamata con il Presidente Xi. Credo che questo appello, così come la nomina dell’ambasciatore dell’Ucraina in Cina, darà un profondo impulso allo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali”. Il commento mostra che, almeno per il Presidente Zelensky, la telefonata sia stata fruttuosa, soprattutto per via della nomina di un nuovo ambasciatore ucraino in Cina, Pavel Ryabikin (ex Ministro dell’Industria), e al contempo l’invio a Kiev del rappresentante cinese per l’Eurasia, Li Hui. Non si può non sottolineare quanto Li sia una figura di spicco nel panorama euroasiatico con decenni di esperienza alle spalle in Asia Centrale e Russia, nelle quali è riuscito a spingere per una maggiore interconnessione tra l’Unione Economica eurasiatica, la Nuova Via della Seta cinese e l’Organizzazione a guida moscovita. Li Hui è quindi una persona estremamente competente e che gode del favore di Mosca, gli è stato infatti conferito da Putin l’Ordine dell’Amicizia, un’onorificenza russa che premia le persone di qualsiasi nazionalità per aver apportato miglioramenti nelle relazioni tra la Federazione Russa e i suoi abitanti.

Cina: nonostante il clamore che la telefonata ha suscitato internazionalmente, è anche bene sottolineare che la RPC non ha fatto emergere grandi novità rispetto a quelle che già conosciamo e la sua posizione ha continuato ad essere il più neutrale possibile, in linea con la strategia di Pechino di essere presente, ma di non sbilanciarsi troppo. Durante il colloquio, il Presidente Xi non solo ha menzionato l’importanza dei 31 anni di relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Ucraina, ma ha rievocato la Proposta di pace in 12 punti presentata a marzo scorso e ribadito l’importanza della sovranità e dell’integrità territoriale che devono essere rispettate reciprocamente. Chiaramente, l’obiettivo di Pechino è quello di porsi come paese responsabile che ha a cuore le dinamiche internazionali e la loro risoluzione, lo dimostra anche la controffensiva diplomatica che la RPC sta portando avanti da quasi un anno. Inoltre, il Presidente cinese ha anche reiterato che “l’unica via d’uscita praticabile sono il dialogo e la negoziazione” e che “non ci sono vincitori in una guerra nucleare”. Quest’ultimo messaggio sul nucleare, in particolare, sembrerebbe essere rivolto proprio a Putin (e all’Occidente in maniera più generale), poiché l’Ucraina non dispone di alcun tipo di armamento nucleare dal 1994 ed è significativo che l’appello sia avvenuto proprio nel giorno dell’anniversario del disastro di Chernobyl, il 26 aprile 1986. Infine, è anche importante sottolineare il commento cinese secondo cui Pechino non sceglierà di “aggiungere benzina sul fuoco” o di utilizzare la crisi come una opportunità per fare profitto, poiché si rifà a una osservazione di qualche mese fa secondo cui la PRC accusava gli US di aggiungere benzina sul fuoco con il loro comportamento poco neutrale nel conflitto.

Ma perché proprio ora? Per quanto non sia chiarissimo il motivo per cui il primo contatto tra Xi e Zelesnky sia avvenuto proprio ora dopo più di un anno dall’inizio della guerra, ci sono almeno due motivazioni che possono dare una spiegazione. Da un lato, come già ripetuto sopra, è vero che negli ultimi mesi Pechino stia facendo di tutto per poter apparire come attore responsabile e direttamente coinvolto nelle vicende internazionali, lo dimostra il fatto che ultimamente la RPC abbia più volte corteggiato l’UE e i suoi capi di stato che sono stati in visita in Cina, dal Premier spagnolo, Pedro Sanchzez, alla duplice visita del Presidente francese, Emmanuel Macron, accompagnato dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen (ne ho scritto qui). Al tempo stesso questa non sembra essere la vera ragione (o perlomeno non la più significativa) che ha spinto Pechino a intrattenere questa telefonata. Il 23 aprile, pochi giorni prima del colloquio telefonico tra i due Presidenti, l’Ambasciatore cinese in Francia, Lu Shaye, ha messo in dubbio la sovranità delle repubbliche nate dopo la caduta dell’Unione sovietica durante una intervista per il canale televisivo francese LCI. Questa dichiarazione ha suscitato molto scalpore e rischia anche di compromettere l’immagine della Cina in Asia Centrale. Infatti, l’Ucraina così come gli altri stati ex sovietici (es: Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan, ma anche Estonia, Lituania e Lettonia, ecc.) sono riconosciuti dall’ordine internazionale come aventi la piena sovranità ormai da decenni. Ovviamente, Pechino non ha mancato a rispondere il giorno dopo con un comunicato che descrive le parole dell’Ambasciatore come “opinioni personali”, confermando che la Cina rispetta la sovranità e l’integrità territoriale delle repubbliche (argomento toccato nuovamente due giorni dopo, durante la telefonata con Zelesnky).

Ancora non sappiamo se la telefonata sia stata solo una operazione cosmetica o se sia stato il primo vero passo verso una distensione del conflitto ucraino e il raggiungimento dei colloqui di pace tanto attesi. Quello che è certo è che, almeno in superfice, l’immagine della Cina trarrà giovamento da questo colloquio agli occhi dell’intera comunità internazionale.

Tuoi commenti
moderato a priori

Attenzione, il tuo messaggio sarà pubblicato solo dopo essere stato controllato ed approvato.

Chi sei?

Per mostrare qui il tuo avatar, registralo prima su gravatar.com (gratis e indolore). Non dimenticare di fornire il tuo indirizzo email.

Inserisci qui il tuo commento

Questo campo accetta scorciatoie SPIP {{gras}} {italique} -*liste [texte->url] <quote> <code> ed il codice HTML <q> <del> <ins>. Per creare paragrafi lasciare semplicemente delle righe vuote.

Segui i commenti: RSS 2.0 | Atom