Opinione pubblica e costituzione

L’Eurobarometro “dà i numeri”

Olandesi e francesi sono ora per il sì

, di Marta Semplici

L'Eurobarometro “dà i numeri”

Secondo il sondaggio dell’Eurobarometro presentato il 19 dicembre scorso dalla Commissione, francesi ed olandesi sarebbero oggi favorevoli alla Costituzione europea che avevano rifiutato nel 2005. Il 56% in Francia e il 59% nei Paesi Bassi direbbe “sì” alla Costituzione. Le ipotesi sono due: o i risultati dell’Eurobarometro sono viziati, oppure i cittadini francesi ed olandesi hanno veramente cambiato opinione. C’è anche un’altra possibilità. Che la situazione di oggi in Europa sia più favorevole a ratificare una Costituzione europea modificata.

Prima di tutto, queste cifre sarebbero da stemperare con i risultati di altri recenti sondaggi che in Francia e in Olanda hanno fornito dei risultati opposti. Ad esempio, il sondaggio per il quotidiano francese Libération, del maggio 2006 ha detto che il 98% dei Francesi si dichiara “soddisfatto della sua scelta”. Nei Paesi Bassi, il sondaggista Maurice de Hond ha riscontrato che il 64% dei suoi compatrioti voterebbe nuovamente contro il Testo in un secondo referendum. Fondate o non fondate le cifre dell’ultimo Eurobarometro, vale la pena immaginare quali fattori possano aver condizionato questa stupefacente risposta dopo che tanto i federalisti e i movimenti europeisti si erano guastati il sonno per i due secchi “no” del 29 maggio e del 1° giugno 2005.

In Francia un’inversione di rotta forse era già più attendibile...

In Francia un’inversione di rotta forse era già più attendibile, dal momento che tra gli elettori del “non” la stragrande maggioranza supportava la costruzione europea. A complicare le cose, infatti, c’era stata la retorica della sinistra antiliberale, che si era professata prima e dopo la campagna elettorale favorevole all’Europa ma non alla Costituzione. Il famoso “Piano B” che una parte del Partito Socialista aveva utilizzato come esca elettorale, dimostratasi presto insussistente, prevedeva sì una Costituzione per l’Europa, ma una migliore e quindi “socialista”. Che alcuni dei loro elettori si siano accorti della vuotezza di questa retorica e abbiano invece puntato sulle nuove proposte emerse in Europa? E’ possibile. Se il futuro della Costituzione europea rimane vago ed incerto, altri eventi, altri dibattiti ed alcune risposte alla crisi dichiarata dopo i due referendum hanno modificato il contesto con cui la ratifica della Costituzione si deve confrontare oggi.

Il dibattito sul destino del Testo ha mantenuto in vita la questione, mantenendola nell’agenda politica europea

Il dibattito sul destino del Testo ha mantenuto in vita la questione, mantenendola nell’agenda politica europea. Tra chi preferirebbe un mini Trattato e chi si esprime in favore di una Costituzione mutilata della Parte terza, né le Istituzioni né i leader europei hanno smesso di confrontarsi con la ricerca di una soluzione. Sembra prendere piede oggi la possibilità di una revisione del Testo attuale, per non perdere i progressi fatti ed evitare al contempo di riaprire le negoziazioni su tutte le questioni che allungherebbero spropositatamente i tempi di adozione del Testo.

D’altronde l’Europa non è stata silenziosa nell’ultimo anno. La cosiddetta crisi delle Istituzioni annunciata dopo i due “no” alla Costituzione ha reso evidente che il problema più urgente non era discutere di una Costituzione perfetta ma di averne una. La questione energetica è stata capace di inquietare non poco gli europei, così come la questione del nucleare iraniano e la guerra israelo-libanese dell’estate scorsa hanno costretto i Capi di Stato e Governo europei a fare i conti con il Medio Oriente e tutte le sue intricate minacce, facendo sperare a noi cittadini-spettatori una soluzione europea. Non da ultimo, il nuovo allargamento ha reso l’UE un’unione di 27 Stati sempre più importante e potente ma sempre più ingovernabile con le vecchie regole di un’Europa a 15. Nel loro complesso, questi avvenimenti potrebbero aver risvegliato negli europei la volontà di cambiamento e la coscienza che l’Unione europea in tutto questo debba svolgere un ruolo importante.

L’anno che è appena iniziato vedrà lo svolgersi dell’attesa campagna elettorale francese. Che Sarkozy e Madame Royale diano più fiducia per eventuali risvolti sulla Costituzione? Forse più che nelle vaghe posizioni europeiste di questi ultimi, i francesi riescono ad immaginare che una soluzione sarà loro proposta dal nuovo Presidente della Repubblica. L’attenzione e la pressione dei cittadini e degli altri politici europei sulle posizioni dei futuri candidati francesi dovrà essere massima. I candidati dovranno fare i conti con l’esito del referendum e con le sue conseguenze. Non dimentichiamo che, allo stato attuale delle cose, nessuno tra gli elettori francesi ha trovato risposta al suo “oui o non”. Non a caso, Sarkozy e Segolène Royale sono tra i politici che meno si erano esposti durante la campagna per la Costituzione e che sono oggi liberi di reinventarsi una posizione per la Francia in Europa.

la Costituzione dovrebbe essere rivista...per poi essere finalmente votata dagli europei

Non da ultimo, si può anche pensare che lo stesso tempo dedicato al “periodo di riflessione” abbia giocato a favore dell’instaurarsi di un dibattito più vasto su scala europea. Le iniziative della Comissione, pur senza apportare radicali cambiamenti, hanno il pregio di voler rendere le Istituzioni e l’azione dell’UE più presenti nella vita di tutti i cittadini. Senza voler dimenticare il lavoro fatto in parallelo da tutti i movimenti e le associazioni europeiste, che cercano di rendere l’Europa quella dei cittadini e non quella delle Conferenze intergovernative.

A questo punto resta da capire che dobbiamo farcene delle cifre dei sondaggi. Lasciamo di nuovo i cittadini in balia degli eventi e del prossimo sondaggio? Se volessimo pensare ad un’alternativa, la Costituzione dovrebbe essere rivista ed abbreviata mantenendo la sua natura costituzionale, per poi essere finalmente votata dagli europei. Quantomeno, dopo questo risultato dell’Eurobarometro, è ipotizzabile un “sì” alla ratifica del prossimo Testo. Sempre che non siano solo i francesi e gli olandesi a pronunciarsi, ma l’insieme dei cittadini europei. Soprattutto se ci sarà consentito, per la prima volta nella storia, di assistere e partecipare ad una vera campagna politica europea su una questione europea.

Fonte immagine Flickr

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