Consiglio europeo/ I leader europei a Brussels

Direttorio o democrazia? L’Europa decida

Battersi per la democrazia europea significa guardare al domani. È questo che i giovani chiedono

, di Massimo Contri

Direttorio o democrazia? L'Europa decida

Adriana Cerretelli ha pubblicato giovedì 21 giugno sul Sole 24 Ore un articolo dal titolo: “Italia grande assente dal direttorio europeo” con il quale mi trovo completamente in disaccordo. L’articolo sostiene che, poiché si profila un vertice europeo con un accordo al ribasso, la posizione dell’Italia, che dichiara di non firmare un accordo che non mantenga la sostanza della Costituzione risulti una posizione statica, prigioniera di schemi mentali d’antan e che fatica a trovare sintonie nell’Europa che conta. Una posizione che assicurerebbe la marginalizzazione del nostro paese. Ritengo, al contrario di lei, che la linea italiana sia la linea della nuova Europa, quella di un Europa ambiziosa che vuole avere un ruolo nel mondo, mentre, quella sostenuta Blair, sia quella della vecchia Europea intergovernativa, poco democratica e schiava dei veti nazionali.

i giovani hanno chiesto più di una volta una Costituzione federale

L’Italia, in questa Europa dove non conta la democrazia ma i rapporti di forza, non può che essere esclusa dalle trattative che avvengono nei direttori tra i paesi più forti. L’alternativa all’Europa democratica e federale, pensata da Spinelli e dai padri fondatori, sono i direttori da cui l’Italia, con tutte le sue difficoltà interne, non potrà che essere sempre più esclusa.

Purtroppo, il diritto di veto, che ha bloccato le tante riforme europee rischia ancora una volta di far rimanere delusi i cittadini. I cittadini europei, sopratutto di quelli più giovani, hanno chiesto più di una volta, a partire dalla Convenzione europea dei giovani fino allo Youth Summit dello scorso marzo a Roma, una Costituzione federale ed un Governo europeo. Io credo che la linea del Governo italiano sia quella che più rappresenta la volontà dei giovani europei che hanno paura, non che il loro paese sia emarginato in Europa, ma che l’Europa sia emarginata nel mondo. Cosa che peserebbe ben di più sul loro futuro e su quello dei loro figli.

Sinceramente, da lettore affezionato del Sole 24 Ore, non mi aspettavo una posizione di questo tipo. Credo che un quotidiano così importante per la classe dirigente italiana abbia il compito di fornire idee più ambiziose e nuove. Sopratutto su un tema così importante per il futuro dei giovani.

Non si entra nel Consiglio europeo

Fonte immagine Terry Bain/Flickr

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